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Capitolo 1

Il Castello di Casaluce

Sono passati ormai circa mille anni da quando, nel 1030, fu eretto il Castello di Casaluce per volere del normanno Rainulfo Drengot. Il nome Casaluce, deriverebbe da castrum luci, cioè Castello del Bosco.

Esso era di forma perfetta, quadrata, ampia, grande, alta, senza porte e finestre, con feritoie e un largo fossato, con mura e archi. Il nobile e forte castello, era inoltre, artificio per i molti e forti torrioni negli angoli e nel mezzo, per le cave sotto i torrioni e altre stanze che avevano uscite segrete che portavano in luoghi lontani e diversi, in caso di bisogni, d’incidenti di guerra, oppure d’assedio.

Queste cave, che contenevano le segrete uscite, in gran parte furono colmate quando il Castello fu trasformato in Monastero.

Si servirono del Castello tutti i principi seguaci del re di Napoli secondo i vari bisogni fino al 1265, quando venne in Italia con un grande esercito Carlo I d’Angiò.

Egli era fratello del re San Luigi IX col quale nel 1270 combatté a Tunisi in occasione della crociata per recuperare la Terra Santa.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 2

Traslazione a Napoli dell’Icona e dell’ Idrie

Nel 1276 Carlo I d’Angiò ottenne il titolo di re di Gerusalemme e mandò in quelle terre come viceré Ruggero Sanseverino, cavaliere benemerito della Corona, cognato di Beltrame del Balzo.

Siccome però questo Regno di Gerusalemme stava per perdersi a causa di sconvolgimenti bellici, prima di lasciare Gerusalemme, il Sanseverino decise di portare con sé, anche per salvarli da un’eventuale distruzione, una Icona della Madonna particolarmente venerata perché ritenuta dipinta dall’Evangelista San Luca e due Idrie tenute in gran venerazione perché in esse Gesù aveva operato il primo miracolo trasformando l’acqua in vino nella festa di nozze a Cana di Galilea. L’Icona della Madonna e le due Idrie furono custodite nella cappella di Castelnuovo di Napoli ( Maschio Angioino).


 
 
 
 
 
 

Capitolo 3

L’Icona e le Idrie affidate a San Ludovico di Tolosa

Prima di morire, Carlo I d’Angiò, lascio a suo nipote Ludovico l’Icona della Madonna e le due Idrie perché fosse costruita in loro onore una chiesa. Intanto era in corso il moto rivoluzionario che va sotto il nome di Vespri Siciliani. Esso scoppiò il 23 marzo 1282 e da Palermo si diffuse in tutta la Sicilia. In una battaglia navale nel Golfo di Napoli il 5 giugno 1284 l’erede al trono angioino Carlo II d’Angiò, cadde prigioniero.

Carlo II d’Angiò, per ottenere la libertà, dovette dare in ostaggio tre suoi figli e cinquanta cavalieri. Uno di questi tre figli era Ludovico che custodiva con amore e profonda devozione l’Icone della madonna e le due Idrie. Egli prima di partire li lasciò in custodia al suo amico Raimondo del Balzo, barone del castelli di Casaluce.

Ludovico poi si dedicò agli studi, entrò nell’Ordine francescano e diventò vescovo di Tolosa. Una anno dopo, nel 1297 morì, in concetto di santità.

Il processo di Canonizzazione avviato dal Papa Bonifacio VII, che lo aveva conosciuto personalmente, si concluse col Papa Giovanni XXII, che lo elevò agli onori degli altari il 7 Aprile 1371.

E' il primo fiore di santità che sboccia dell’amore e dalla devozione verso la Grande Madre di Dio; la Vergine Santa di Casaluce. Raimondo Del Balzo decise di trasformare il Castello di Casaluce in Monastero e di costruire in esso una bella chiesa per custodirvi l’Icona della Madonna e le due Idrie e di affidare tutto ad un Ordine monastico e cioè ai Monaci Celestini.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 4

San Pietro Celestino V fondatore dei Monaci Celestini

Il fondatore di questi Monaci fu un santo uomo di nome Pietro del Morrone , che fin da piccolo votò la sua vita a Dio nell’ordine benedettino. Egli nacque in terra d’Isernia verso il 1215, fu ordinato sacerdote a Roma nel 1239 e nel 1264 diede inizio sulla Maiella alla comunità monastica dei Fratelli dello Spirito Santo (Celestini).

Il 5 luglio 1294, Pietro fu eletto Papa nel conclave di Perugia e fu incoronato col nome di Celestino V il 29 agosto 1294 nella Basilica di santa Maria di Collemaggio a l’Aquila da Lui stesso fatta edificare.

Il 13 dicembre 1294 rinunciò al papato, dando a tutti un grande esempio d’umiltà e di coraggio, ritirandosi a vita privata nella penitenza e nella preghiera nel Castello di Fumone (FR) dove mori il 19 maggio 1296 e il 5 maggio 1313 fu proclamato santo dal Papa Clemente V.

La grande intuizione profetica del Papa Celestino V fu la grande Perdonanza Aquilana da Lui stesso istituita con Bolla del 29 settembre 1294 e da allora essa è celebrata ogni anno dal 28 al 29 agosto .

È il primo atto Pontificio ufficiale che possiamo ben definire Giubileo della storia.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 5

I Monaci Celestini a Casaluce

I Monaci Celestini presero ufficialmente possesso del Castello di Casaluce l’8 agosto 1360 e subito lo trasformarono in Monastero: infatti, costruirono il chiostro che possiamo ancora ammirare. Sono di questo periodo gli affreschi della Cappella, detta delle sette porte, e quelli che ricoprono la volta della chiesa di grande valore artistico, storico e culturale.

Nel 1362 i Monaci Celestini furono scacciati dal loro Monastero a causa di un equivoco provocato da un corvo parlante che aveva negato l’ingresso nel Monastero a Raimondo Del Balzo e alla Regina.

Chiarito poi il malinteso del corvo, Raimondo del Balzo ridiede il Monastero di Casaluce ai Monaci Celestini e nel 1365 comprò Montenegro nel Molise con la fortezza e o casali e lo donò ai suoi protetti.

La Regina Giovanna I nel sentire i Monaci Celestini custodivano con tanto decoro l’icona della Madonna di Casaluce e le due Idrie, trasformò un torrione del Castello in Campanile e lei stessa visitò il Monastero e la chiesa il 20 maggio 1366.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 6

Visite illustri al Santuario di Casaluce

Una serie ininterrotta di regnanti, durante i secoli, hanno reso omaggio alla Icona della Madonna di Casaluce presso il suo Monastero:

  • il re Ladislao il 10 marzo 1403;
  • la regina Giovanna II il 1 ottobre 1423 e il 7 settembre 1433;
  • Alfonso I d'Aragona il 2 gennaio 1444;
  • Federico III Imperatore con la moglie Eleonora il 18 marzo 1452;
  • Alfonso II il 17 ottobre 1494;
  • l'imperatore Carlo V il 31 gennaio 1536; egli sostò presso il Monastero ospite dei Monaci Celestini per due giorni;

e tanti altri personaggi illustri di cui l'ultimo della serie fu il re Carlo III Borbone nel 1734.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 7

Primi scrittori della storia di Casaluce

Padre Andrea Costa, che ha scritto una "rammemorazione istoria" nel 1709 della storia di Casaluce e l'Abate Donato Polieni da Siderno, che pubblicò un primo testo storico nel 1622, ricordando entrambi che la partecipazione del popolo alle sacre celebrazioni, durante le feste, era enorme; la chiesa di Casaluce si trasformava in un Paradiso e tutto riusciva a meraviglia.

Anche se nella chiesa, nel chiostro, nei cortili, nelle strade e nella campagna il popolo era numerosissimo, tutto si svolgeva senza incidenti, grazie all'impegno e allo zelo dei Monaci Celestini, che guidati dai loro Abati, erano accoglienti e attenti ai bisogni di tutti.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 8

La Cappella della Madonna

I Monaci Celestini presero ufficialmente possesso del Castello di Casaluce l’8 agosto 1360 e subito lo trasformarono in Monastero: infatti, costruirono il chiostro che possiamo ancora ammirare. Sono di questo periodo gli affreschi della Cappella, detta delle sette porte, e quelli che ricoprono la volta della chiesa di grande valore artistico, storico e culturale.

Nel 1645 furono eseguiti i lavori marmorei della Cappella e le due nicchie per le Idrie in legno pregiato.

La stessa Cappella fu fatta dipingere con artistici affreschi nel 1772 e anche dotata del pavimento in marmo e di un cancello di ferro. Il 4 maggio 1772 il vescovo Borgia ottenne dal Papa Clemente XIV un rescritto col quale la Vergine di Casaluce era dichiarata Patrona di Aversa e della diocesi e l'anno successivo si otteneva l'ufficio e la messa sotto il titolo della Maternità della Beata Vergine.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 9

Le tre incoronazioni

Il 13 settembre 1801 si procedeva alla prima solenne incoronazione della Madonna di Casaluce a seguito del decreto del Capitolo Vaticano del 9 giugno 1801.

La cerimonia, presieduta dal vescovo di Aversa mons. Francesco del Tufo, fu un evento spettacolare alla presenza dei Monaci Celestini e di un immenso popolo che accorse da tutte le città.

Qualche anno dopo, il 14 febbraio 1807, in seguito alle leggi sovversive napoleoniche, l'Ordine dei Celestini fu soppresso e i loro beni incamerati.

A nulla valsero gli interventi della municipalità di Aversa del 24 febbraio 1807 e del sindaco di Casaluce Cipriano Diana, con una nota del 26 febbraio 1815 a favore dei Monaci Celestini.

In occasione della festa del primo centenario fu celebrata una nuova incoronazione, con corona d'oro ricoperta di pietre preziose e brillanti. La cerimonia solenne, presieduta dal vescovo di Aversa mons. Francesco Vento, avvenne il 15 settembre 1901.v

Purtroppo il 23 settembre 1979 questa preziosa corona venne trafugata e il 14 settembre 1980 si procedette alla terza incoronazione in piazza Municipio ad Aversa, durante una solenne concelebrazione presieduta da mons. Nicola Comparone.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 10

I Parroci nei Monasteri dei Celestini

Dopo la soppressione del 14 febbraio 1807 i Monaci Celestini furono costretti a lasciare i loro Monasteri di Aversa e di Casaluce e i loro beni furono destinati a caserme e ospedali militari.

Gli Abati Celestini di Aversa e di Casaluce, padre Carlo Serra e padre Domenico Pandolfelli con i sacerdoti Celestini don Nicola Caputo e don Pasquale Silvestro non riuscirono a riprendere in mano la situazione perché nel frattempo le loro sedi abbaziali diventarono chiese parrocchiali con decreto regio del 13 marzo 1807 e i parroci di Aversa e di Casaluce entrarono in possesso delle chiese dei Celestini.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 11

La traslazione tra Aversa e Casaluce

I Parroci di Aversa e Casaluce, nel prendere possesso delle rispettive chiese dei Monaci Celestini, si accordarono sul tempo della permanenza dell'Icona della Madonna di Casaluce nelle due chiese e decisero di tenerla sei mesi ad Aversa e sei mesi a Casaluce.

L'8 gennaio 1853 un decreto governativo ad istanza dei Casalucesi ripristinava quello del 1744 col quale Aversa poteva avere l'Icona della Madonna solo due mesi.

Gli Aversani però non si arresero e dietro loro istanza un nuovo decreto del 23 marzo 1857 fissava gli attuali otto mesi a Casaluce e quattro mesi ad Aversa, con la traslazione annuale del 15 giugno ad Aversa e del 15 ottobre a Casaluce.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 12

Le feste

I giorni di speciale solennità nel Monastero-Santuario di Casaluce erano: la seconda domenica dopo l'Epifania, la prima domenica di maggio e il 18 ottobre festa di san Luca. In Aversa, cominciando dal 1772, veniva festeggiata la Vergine di Casaluce nella seconda domenica di settembre.

Attualmente si festeggiano i due giorni della traslazione: il 15 giugno ad Aversa e il 15 ottobre a Casaluce; la seconda domenica di settembre ad Aversa e la prima domenica di maggio a Casaluce.

Inoltre la seconda domenica dopo l'Epifania nel Santuario di Casaluce si celebra ancora solennemente l'antico rito della benedizione dell'Acqua della Madonna di Casaluce nelle sacre Idrie, che per l'occasione vengono esposte alla venerazione dei fedeli.

Il popolo viene ad attingere quest'acqua; per intercessione della Beat Vergine di Casaluce molti ricevono innumerevoli grazie.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 13

Diffusione del culto

I Monaci Celestini, per diversi secoli, hanno contribuito a diffondere dovunque la devozione alla Madonna di Casaluce mediante l'entusiasmo e lo zelo dei pellegrini che da ogni parte confluivano al Santuario. Anzi, con decreto del 14 novembre 1604 ottennero che il Monastero divenisse sede di un Noviziato.

I Novizi portavano nei vari Monasteri dell'ordine copie dell'Icona della Madonna di Casaluce, e questo spiega la presenza di una copia in San Benedetto in Perillis presso Sulmona, dove annualmente il 6 giugno si celebra la festa e si effettua una solenne processione con l'Immagine della Madonna che i Celestinni da Casaluce portavano alla venerazione di questo popolo.

Anche nell'Agro Aversano la devozione alla Madonna di Casaluce ha raggiunto diverse località:

  • A Casapesenna si conserva una copia dell'Immagine della Madonna di Casaluce della quale era tanto devoto il servo di Dio, parroco don Salvatore Vitale che annualmente svolgeva a Casapesenna la festa in suo onore e con tanto zelo guidava le processioni penitenziali fino al Santuario di Casaluce.
  • Nella Chiesa della Madonna di Briano, è presente, tra i tanti dipinti, una Immagine della Madonna di Casalulce.
  • Nella Chiesa dell'Annunziata di Aversa è conservato un dipinto raffigurante la Madonna di Casaluce tra gli Angeli.
  • A Frattamaggiore è stata dedicata alla Madonna di Casaluce una cappella.
  • A Napoli presso la Chiesa del Gesù Vecchio è conservata una copia dell'Icona della Madonna di Casaluce, della quale era devoto il servo di Dio don Placido Baccher.
  • La devozione alla Madonna di Casaluce ha raggiunto anche il Brasile, attraverso emigrati dalle nostre terre, che alla fine del secolo XIX raggiunsero la zona di San Paolo dove hanno costruito la parrocchia di Nostra Signora di Casaluce, festeggiata nel mese di Maggio, con una solenne processione nell'ultima domenica.

 
 
 
 
 
 

Capitolo 14

Chiesa di Santa Maria di Casaluce in Miseno

Un tempo i territori di Miseno e Monte di Procida erano delle folte selve senza abitanti. Agli inizi del XVII secolo molta gente di Posillipo, trasferendosi in quelle zone boscose, si dedicò alla coltivazione, trasformando quelle terre boscose in terreni fertili, come attestava l'incaricato della cura di quelle anime, un certo don Agostino in una relazione al Vescovo di Pozzuoli del 12 novembre 1692.

Il Marchese di San Marcellino (Iovar di Castiglia), proprietario dei terreni di Miseno e di Maremorto, volle provvedere all'assistenza spirituale degli abitanti di quei luoghi, circa trecento, e fece costruire una cappella sul promontorio di Miseno, un'altra a Maremorto e un'altra a Monte di Procida.

La chiesa di Miseno fondata nel 1661 e consacrata il 15 ottobre dello stesso anno fu voluta dal marchese di San Marcellino e dedicata a santa Maria di Casaluce per la venerazione verso la santa Icona, custodita nel Santuario di Casaluce, che dista solo qualche chilometro da San Marcellino.

Certamente il Marchese si recava a Casaluce, come facevano tanti in quel tempo, per attingere dalla Vergine santa quella pace e serenità trasmessa dalla spiritualità monastica mariana-celestiniana.

Infatti, i Monaci Celestini di Casaluce erano di grande edificazione con la preghiera e il lavoro, e i loro Abati erano rinomati predicatori nel Regno di Napoli, per cui la fama del loro Santuario si diffondeva in ogni città.

Inoltre il Noviziato voluto dai Monaci Celestini nel 1604 nel Regale Monastero contribuiva sempre di più al prestigio del Santuario.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 15

Avvenimenti del nostro tempo

Nel 1903 con la benedizione apostolica del Papa Leone XIII venne pubblicato ad Aversa il primo periodico mensile dal titolo "La Vergine di Casaluce" con programma di erigerle un nuovo trono marmoreo nella Chiesa di Aversa.

Questo periodico servì molto a tenere accesa la fiaccola della devozione mariana e a diffonderla anche in regioni lontane.

Nel 1934 il Sac. D. Bartolomeo Russo pubblicò un testo sulla storia di Casaluce dal titolo: Il Santuario della Madonna di Casaluce e il suo castello.

Col trascorrere degli arri arrivarono anche gli eventi tristi: il 19 maggio 1978 nella Chiesa di Casaluce l'Icona della Madonna fu spaccata in due nel tentativo da parte di un folle di portarla via dal trono. Si provvide subito a riparare il danno e il 17 giugno alle ore 10.30 il Vescovo di Aversa Mons. Antonio Cece riportò a Casaluce l'Icona della Madonna.

Nel mese di gennaio 1979 iniziarono i lavori che interessarono l'Abside ed il Coro della Chiesa di Casaluce e terminarono per le feste di maggio con l'inaugurazione del nuovo trono di bronzo.

Il 23 novembre 1980 un forte terremoto fece crollare la parte superiore del Campanile della Chiesa di S. Pietro a Maiella di Aversa che danneggiò gravemente la Chiesa e provocò la morte del Parroco D. Pasquale Ciani e dei suoi familiari. Il 7 gennaio 1981 iniziarono i lavori di abbellimento della Chiesa di Casaluce che terminarono per la festa del 14 maggio.

Il 3 luglio 1983 nella Parrocchia di S. Giovanni Battista in Savignano ad Aversa, dove sostò l'Icona della Madonna col suo baldacchino d'argento in occasione delle annuali processioni dopo il 15 giugno, venne trafugata l'antica argenteria che fu rifatta completamente nuova grazie alla generosità del popolo di Aversa.

Il nuovo baldacchino d'argento fu inaugurato il 14 giugno 1984 dal Vescovo di Aversa Mons. Giovanni Gazza durante la celebrazione Eucaristica nella piazzetta della Madonna di Casaluce in Aversa.

Il giorno 8 maggio 1993 fu inaugurato a Casaluce un altro baldacchino d'argento.

Nel frattempo erano in corso i lavori per rimettere in luce gli affreschi della volta della Chiesa di Casaluce che attualmente non sono stati ancora ultimati.

Il popolo di Casaluce attende con ansia il ripristino del Regale Monastero di S. Maria di Casaluce come luogo sacro, nella speranza di veder presto completata l'intera opera di recupero e di restauro di questo millenario e insigne monumento, gloria e vanto di Casaluce che per tanti secoli come Santuario ha esercito un ruolo importante nella spiritualità mariana del Regno di Napoli e in special modo dell'Agro Aversano, diventando il cuore della nostra Diocesi.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 16

Casaluce e Frignano, Gemellaggio Celestiniano

Da tantissimi anni, nel mese di ottobre, Frignano accoglie con grande festa la processione della Madonna di Casaluce e partecipa al breve e dolce momento con vera devozione.

Infatti, nella ricorrenza annuale del 18 ottobre, verso le ore 17, si nota per le strade i Frignano un gran movimento di persone, che da ogni parte si recano al Corso Italia per essere presenti e partecipi alla gioia dell'incontro con la Vergine Santa.

L'affluenza del popolo in questa circostanza è davvero straordinaria; tutti vedono in quella dolce Icona la celeste Patrona della diocesi aversana e ad essa affidano gli affetti più intimi e le speranze più accese.

La parrocchia di santa Maria dell'Arco in Frignano, inoltre, ha riscoperto e rivalutato l'importanza della spiritualità mariana-celestiniana, ed è diventata il centro della sua diffusione.

Il 19 maggio 1994 fu celebrato in Frignano il settimo centenario dell'Incoronazione pontificia di san Pietro Celestino V e per l'occasione fu iniziata la pia tradizione della benedizione del pane e delle rose in suo onore.

Il 19 maggio 1996, la parrocchia di santa Maria dell'Arco in Frignano, fece coniare una medaglia a ricordo dl settimo centenario della morte di san Pietro Celestino V e dell'affidamento dl quadro della Madonna di Casaluce ai Monaci Celestini e durante la solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Vicario Generale mons. Antonio Tammaro, furono istituiti e benedetti, per la prima volta, gli Oblati Celestini impegnati a vivere e a diffondere la spiritualità mariana-celestiniana.

L'anno seguente, 18 ottobre 1997, in occasione del primo anno del triennio di preparazione al grande Giubileo del 2000, si chiese e si ottenne dal parroco di Casaluce mons. Antonio Tammaro l'autorizzazione a prolungare la processione della Madonna, fino alla parrocchia di santa Maria dell'Arco in Frignano.

Fu un avvenimento storico straordinario, la processione fu accolta col suono festoso delle campane e sostò in piazza Mazzini, mentre sul sagrato della parrocchia veniva celebrata una Messa solenne alla presenza del popolo devoto che affollava l'intera piazza e di Sindaci di Casaluce e di Frignano, con la partecipazione delle Autorità civili e militari. Il 19 maggio 1998, anno dedicato allo Spirito Santo, durante una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Vicario Generale, furono inaugurate e benedette le due statue di san Benedetto e san Pietro Celestino V collocate poi sulla facciata della chiesa parrocchiale.

Nell'anno Giubilare 2000, il 19 maggio, durante la solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da mons. Mario Milano Arcivescovo-Vescovo di Aversa alla quale parteciparono il Vicario Generale e altri Sacerdoti, fu inaugurata e benedetta la Campana Celestiniana del Giubileo.


 
 
 
 
 
 

Capitolo 17

Conclusione

La storia del Santuario di Casaluce, purtroppo poco o niente conosciuta, è ricca di avvenimenti.

I Monaci Celestini con la loro opera laboriosa, trasformarono il Castello di Casaluce in Monastero e abbellirono la chiesa e i luoghi annessi con preziosi affreschi in parte restaurati e degni di essere ammirati.

Inoltre, attraverso i secoli, hanno reso famoso il santuario di Casaluce diffondendo la devozione mariana e attirando moltitudini di fedeli da tutto il Regno di Napoli che consideravano il Monastero un grande centro di spiritualità.

Purtroppo la devastazione provocata dalla soppressione del 1807, continuata nel tempo, ha paralizzato la grandezza di questo insigne Santuario, che ha subito la triste sorte di un indiscriminato saccheggio con la conseguente distruzione e ingiustificata manomissione di ambienti e opere d'arte.

Speriamo che il popolo prenda coscienza della ricchezza del grande patrimonio spirituale, artistico e culturale che abbiamo ereditato, e nel rivalutare un patrimonio così prezioso si senta spinto ad un serio impegno per la salvaguardia di tanti Monumenti e opere d'arte che gridano giustizia in questo terzo millennio e meritano l'attenzione di tutti, perché sono lo specchio della storia che continuando nel tempo edifica il futuro.


 
 
 
 
 
 

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